Durante il Premier Time del 13 maggio al Senato, Giorgia Meloni ha annunciato che entro l’estate il Governo adotterà la legge delega e completerà l’intero quadro giuridico necessario per riaprire ufficialmente il percorso verso il ritorno del nucleare in Italia.
L’obiettivo sarebbe quello di definire in tempi rapidi le basi normative per autorizzazioni, sperimentazione tecnologica e governance del settore, segnando un passaggio politico decisivo dopo oltre un decennio di assenza del nucleare dal dibattito energetico nazionale.
Parallelamente, nel corso del convegno “Sustainable Economy Forum” di San Patrignano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha indicato che il ritorno del nucleare in Italia potrebbe concretizzarsi verso la metà del prossimo decennio.
Il ministro ha spiegato che il nuovo scenario non prevede più grandi centrali, ma si basa sugli small modular reactors, oggi in fase di sperimentazione a livello globale. Prima di arrivare all’industrializzazione di queste tecnologie – obiettivo al quale punta anche l’Italia attraverso Nuclitalia, la società congiunta di Enel, Leonardo e Ansaldo Nucleare – sarà necessario avviare un percorso che, secondo Pichetto, potrà prendere forma tra la fine di questo decennio e l’inizio degli anni 2030, con un orizzonte ottimistico che guarda al 2034 per i primi risultati concreti.














