L’azienda indiana ha recentemente confermato ai propri azionisti l’avanzamento dei piani per sviluppare due reattori SMR da 220 MWe in collaborazione con la Nuclear Power Corporation of India (NPCIL), per i quali sono in preparazione i rapporti dettagliati di progetto attesi entro i prossimi sei mesi. Tata Power avrebbe già individuato terreni in tre stati indiani e avviato studi geotecnici approfonditi per valutare la fattibilità dei siti selezionati.
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Tata è tra le sei grandi realtà industriali coinvolte nell’iniziativa Bharat Small Reactors, una flotta di reattori compatti destinati a fornire energia pulita a industrie ad alta intensità energetica, con 16 siti potenziali già mappati in sei stati dell’India. Tra questi, cinque in Gujarat, quattro in Madhya Pradesh, tre in Odisha, due in Andhra Pradesh e una in Jharkhand e Chhattisgarh.
I BSR, evoluzione della tecnologia indiana IPHWR-220 e progettati dal Bhabha Atomic Research Centre e NPCIL, utilizzano uranio leggermente arricchito per migliorare efficienza e prestazioni, con tempi di costruzione stimati tra 60 e 72 mesi dopo le approvazioni definitive. A differenza delle centrali nucleari tradizionali, finanziate quasi interamente dallo stato, i BSR adottano un modello che prevede un forte apporto di capitale privato.









