Gio 28 Maggio, 2026

Il Ruanda sigla accordi con Stati Uniti e Russia per sostenere il suo programma nucleare

In un’economia globale in rapido mutamento, il Ruanda non intende restare ai margini come semplice fornitore di materie prime. Il paese dispone infatti di risorse minerarie strategiche, tra cui la wolframite – da cui si ricava il tungsteno – essenziale per i sistemi di difesa, la perforazione industriale, l’aerospazio e l’elettronica.

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Privo di sbocchi sul mare e fortemente dipendente dalle importazioni di elettricità e combustibili fossili, il Ruanda sta pianificando la propria futura domanda energetica identificando miniere, industrie manifatturiere e infrastrutture digitali come futuri off‑taker a lungo termine. Parallelamente, il governo sta accelerando la meccanizzazione delle miniere, un processo che richiede forniture elettriche stabili e abbondanti. Come sottolinea Alice Uwase, CEO del Rwanda Mines, Petroleum & Gas Board (RMB), oggi alcune raffinerie e fonderie sono ferme proprio per insufficienza di energia.

Per questo motivo i decisori politici stanno predisponendo il quadro regolatorio, gli strumenti di pianificazione industriale e i programmi di formazione necessari a costruire un’economia nucleare nazionale, capace di sostenere la crescita industriale e ridurre la vulnerabilità energetica del paese.

Un delicato equilibrio geopolitico

Al Nuclear Energy Innovation Summit on Africa (NEISA) 2026, il presidente ruandese Paul Kagame ha firmato nuovi accordi con Stati Uniti e Russia per accelerare il programma nucleare nazionale. Secondo First Post Africa, questa strategia rappresenta un delicato, ma calcolato, equilibrio geopolitico, che porta Kigali a costruire partnership parallele sia con gli Stati Uniti di Donald Trump sia con la Russia di Vladimir Putin. Un approccio rischioso, ma ritenuto necessario per sostenere le ambizioni energetiche di lungo periodo del paese e rafforzarne il peso geopolitico nel continente.

Le offerte dei due partner risultano in larga parte complementari. Gli Stati Uniti garantiscono investimenti privati, un quadro normativo stabile e quella che viene definita “credibilità occidentale”, mentre la Russia mette a disposizione finanziamenti statali, supporto ingegneristico, programmi di formazione tecnica e un sostegno strategico di lungo periodo.

Secondo l’analisi di First Post Africa si tratta di un vero e proprio “multi‑allineamento strategico” in cui il paese africano collaborerà con tutti senza dipendere da nessuno. Se Washington dovesse esercitare pressioni eccessive, Mosca rappresenterebbe un contrappeso; se invece fosse la Russia a diventare troppo dominante, l’Occidente resterebbe comunque un attore presente.

Gli accordi con gli Stati Uniti

Durante il summit, Ruanda e Stati Uniti hanno firmato un accordo di cooperazione sul nucleare civile, che definisce un quadro di lungo periodo per collaborare sullo sviluppo di tecnologie e infrastrutture nucleari. Parallelamente, il Rwanda Atomic Energy Board ha sottoscritto un accordo con Holtec International per avviare il dispiegamento degli SMR‑300, con una capacità potenziale complessiva fino a circa 5 GW.

Oltre a Holtec, il Ruanda sta valutando anche altre tecnologie SMR. L’accordo siglato nel 2023 con la startup canadese-tedesca Dual Fluid Energy prevede infatti la costruzione di un reattore dimostrativo da 1 MW utilizzando combustibile liquido e refrigerante in piombo. Per questo progetto il governo ruandese si è impegnato a fornire il sito e le infrastrutture necessarie, facilitandone l’avvio operativo.

Gli accordi con la Russia

Nonostante i nuovi accordi con Stati Uniti e aziende occidentali, il cuore del programma nucleare ruandese resta una collaborazione di lunga data con la Russia. Dal 2018 Kigali e Mosca hanno avviato un percorso di sviluppo congiunto sul nucleare civile seguito da un accordo intergovernativo vincolante per sviluppare un centro scientifico nucleare e future centrali su larga scala.

Nel 2019 sono seguiti la Roadmap di implementazione, che definiva formazione e fasi progettuali del centro, e l’accordo di costruzione del Centro di Scienza e Tecnologia Nucleare (CNST) in Ruanda, dotato di un reattore di ricerca da 10 MW. La cooperazione si è ampliata poi nel 2023 con un nuovo accordo quadro sulle applicazioni atomiche civili e, alla vigilia del NEISA 2026, con l’intesa per avviare la prima infrastruttura nucleare commerciale del paese. Il 20 maggio è arrivato anche un memorandum dedicato alla medicina nucleare, focalizzato su diagnostica oncologica, radioterapia e produzione di isotopi.

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