Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha approvato un accordo di cooperazione nucleare civile (Accordo 123) con l’Arabia Saudita che, per la prima volta nella storia, potrebbe consentire a Riyadh di arricchire uranio con materiali o tecnologie statunitensi, pur garantendo a Washington un ampio margine di controllo sulle attività sensibili di non proliferazione.
L’accordo, ora all’esame del Congresso, stabilisce che qualsiasi impianto di arricchimento potrà essere costruito da aziende statunitensi solo dopo una verifica congiunta di fattibilità economica e tecnica condotta da Washington e Riyadh. Trump ha inoltre chiarito sui suoi canali social che l’intesa non entrerà in vigore se l’Arabia Saudita non riconoscerà Israele aderendo agli Accordi di Abramo. La Casa Bianca ha ribadito che, senza questo passo politico, “l’accordo è annullato”.
Per garantire la non proliferazione senza ricorrere al Protocollo Aggiuntivo dell’AIEA, l’accordo introduce un modello di “scatola nera”: la tecnologia delle centrifughe verrebbe installata in Arabia Saudita, ma rimarrà di proprietà, sotto protezione e gestita operativamente da un consorzio statunitense. In questo modo gli Stati Uniti manterrebbero il controllo fisico e tecnico dell’infrastruttura, limitando i rischi di uso improprio o deviazione del materiale nucleare.
Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE), l’Accordo 123 “offre una grande opportunità di accesso alle aziende americane nel programma nucleare saudita, con benefici per l’industria, i lavoratori e le catene di approvvigionamento, contribuendo al tempo stesso a soddisfare le esigenze energetiche del Regno”.
Dal canto suo, l’Arabia Saudita punta a sviluppare l’intera catena del valore nucleare, non soltanto la generazione elettrica. Come ha dichiarato il Ministro di Stato per gli Affari Esteri e Inviato per il Clima, Adel Al‑Jubeir, al Forum Economico Mondiale 2024 di Davos, il Regno intende valorizzare le proprie risorse di uranio, stimate tra l’1% e il 4% dei giacimenti mondiali, attraverso estrazione, lavorazione e produzione di combustibile, così da generare valore aggiunto e posizionarsi come attore competitivo nel mercato globale.






