Alle ore 20:25 del 6 aprile 2026 l’India ha raggiunto una tappa cruciale del suo programma nucleare, con la prima criticità del prototipo di reattore veloce autofertilizzante (PFBR) da 500 MWe, interamente progettato e costruito nel paese. Un passo che il Dipartimento indiano dell’Energia Atomica (DAE) definisce “significativo verso la sicurezza energetica a lungo termine, l’indipendenza dalle forniture esterne e il rafforzamento delle capacità nucleari proprietarie”.
Progettato dall’Indira Gandhi Centre for Atomic Research (IGCAR) e realizzato da BHAVINI (società pubblica del DAE), il PFBR utilizza combustibile MOX a base di ossidi misti uranio‑plutonio. Il nocciolo è ricoperto da uno strato di uranio‑238 ed è già predisposto per integrare in futuro il torio‑232 che, tramite trasmutazione, sarà convertito in uranio‑233, combustibile chiave della terza fase del programma nucleare indiano. Il reattore integra sistemi di sicurezza avanzati, utilizza sodio liquido ad alta temperatura come refrigerante e adotta un ciclo chiuso del combustibile che permette il recupero e il riciclo dei materiali nucleari, migliorando la sostenibilità complessiva dell’impianto e riducendo in modo significativo la produzione di rifiuti.
“Oggi, l’India compie un passo decisivo nel suo percorso nucleare civile, avanzando nella seconda fase del suo programma nucleare,” ha dichiarato il Primo Ministro Narendra Modi sui suoi canali social, aggiungendo che il PFBR “riflette le capacità della nostra capacità scientifica e la forza della nostra impresa ingegneristica. È un passo decisivo verso l’utilizzo delle nostre vaste riserve di torio nella terza fase del programma. Un momento di orgoglio per l’India.“
Oggi l’India dispone di circa 7.900 MW di capacità nucleare distribuiti su 24 reattori operativi, ma sta preparando una significativa espansione del settore. Secondo le autorità, sono in sviluppo 17 nuovi reattori per un totale di 13.100 MW, di cui sette già in costruzione e dieci in fase di pre‑progetto. L’obiettivo è di raggiungere una capacità nucleare di circa 100 GW entro il 2047.












