Sab 30 Maggio, 2026

Sono iniziati i test a freddo dei magneti ITER

La prima bobina di campo toroidale, la TF07 da 330 tonnellate avvolta da superconduttore niobio-stagno, è stata collocata nell’ampio criostato da 800 m³ e raffreddata con successo fino alla temperatura operativa di 4 Kelvin (-269 °C), condizione che precede l’avvio delle prove ad alta corrente. Ogni campagna di test dovrebbe durare da quattro a sei mesi per bobina.

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Sebbene nessun test esterno possa replicare completamente l’ambiente del tokamak, queste prove forniranno dati essenziali sul comportamento dei magneti, sulle prestazioni criogeniche e sulle giunzioni critiche dei superconduttori, contribuendo alla mitigazione dei rischi e alla preparazione alla messa in servizio.

Gli obiettivi della campagna comprendono la validazione dell’isolamento di terra ad alta tensione in un ampio intervallo di temperature, la dimostrazione dell’affidabilità dei sistemi di rilevamento dell’estinzione della superconduttività (quench) e la verifica delle prestazioni delle bobine alla corrente nominale: 68 kA per le bobine di campo toroidale e 48 kA per la bobina poloidale PF1. L’intero programma consentirà inoltre di qualificare le catene di strumentazione, i sistemi di controllo e le principali funzioni di protezione dei magneti, elementi essenziali per la futura messa in servizio dell’impianto.

Pietro Barabaschi, Direttore Generale di ITER, ha commentato: “ITER, come progetto unico nel suo genere, richiede ingegnosità e disciplina. Riutilizzando le infrastrutture esistenti, utilizzando le capacità del nostro crioimpianto e mobilitando un team multidisciplinare, abbiamo creato un modo pratico per ridurre i rischi prima della messa in servizio integrata. Questo è importante per ITER e rappresenta un esempio di come ITER possa supportare l’ecosistema della fusione più ampio creando conoscenze, infrastrutture ed esperienze operative che altri possano utilizzare.”

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