La Commissione Europea ha avviato un’indagine approfondita sul piano francese di sostegno pubblico alla costruzione e gestione di sei nuovi reattori nucleari EPR2, un progetto da 72,8 miliardi di euro destinato a entrare in funzione tra il 2038 e il 2044.
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Pur riconoscendo il contributo dell’iniziativa alla sicurezza energetica e alla decarbonizzazione, Bruxelles vuole verificare che le tre misure di aiuto previste – prestito agevolato, contratto bidirezionale per differenze e meccanismo di condivisione del rischio – siano necessarie, proporzionate e non distorcano la concorrenza, in particolare rispetto al ruolo dominante di EDF. L’indagine consentirà alla Francia e alle parti interessate di presentare osservazioni prima della decisione finale.
Nello specifico, la Francia intende supportare l’iniziativa attraverso tre misure:
- un prestito sovvenzionato a tasso preferenziale, che copra il 60% dei costi di costruzione stimati;
- un contratto bidirezionale per differenze che durava 40 anni per garantire entrate stabili agli impianti;
- un meccanismo di condivisione del rischio con un elenco specifico di eventi, al fine di fornire protezione contro rischi al di fuori del controllo dell’EDF, come disastri naturali imprevedibili e cambiamenti nella legislazione nazionale.












