Gio 16 Luglio, 2026

La Serbia avanza nel proprio programma nucleare seguendo il percorso AIEA

La Serbia sta avanzando nella definizione del suo programma nucleare nazionale, seguendo il percorso a tappe indicato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Il Ministero dell’Energia serbo ha annunciato la necessità di completare almeno 18 studi aggiuntivi su quadro regolatorio, competenze, ambiente, filiere industriali e catene di approvvigionamento mentre EDF, già autrice dello studio preliminare presentato a marzo, fornirà quattro nuove analisi nella fase iniziale.

La roadmap del governo prevede una decisione informata nel 2027, la preparazione istituzionale entro il 2032, l’avvio della costruzione nel 2035 e l’entrata in servizio del primo impianto nel 2040, in quello che il governo definisce una “opportunità generazionale” per la sicurezza energetica della Serbia.

Nel dicembre 2024 la Serbia ha abolito il divieto trentacinquennale sulla costruzione di centrali nucleari, grazie alle modifiche alla legge sull’energia approvate dall’Assemblea Nazionale. Nello stesso anno, a ottobre, il Ministero delle Miniere e dell’Energia ha affidato a EDF la realizzazione di uno studio tecnico preliminare sul potenziale impiego dell’energia nucleare nel paese.

Parallelamente, Belgrado ha avviato colloqui con Rosatom per una possibile cooperazione nel settore e il presidente Aleksandar Vučić ha valutato l’ipotesi di acquisire una quota del 5–10% della centrale nucleare ungherese di Paks, inserendo questa opzione in una più ampia strategia di sviluppo che comprende anche l’obiettivo di raggiungere in futuro 1.200 MW da SMR con il supporto internazionale.

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