A causa dell’ondata di caldo che sta interessando gran parte della Francia, EDF ha ridotto temporaneamente la produzione di diversi reattori e ne ha fermati alcuni del tutto, in conformità alle norme ambientali che impongono di limitare l’uso dell’acqua di raffreddamento quando le temperature dei fiumi superano determinate soglie. La misura serve a evitare infatti che l’acqua restituita agli ecosistemi fluviali risulti eccessivamente calda, aggravando così gli effetti delle alte temperature già registrate nei corsi d’acqua.
I reattori attualmente fuori servizio sono tre: Golfech 2 (1.300 MWe), Bugey 3 (900 MWe) e Chooz 2 (1.450 MWe) che insieme rappresentano 3,65 GWe, pari a circa il 6% della capacità nucleare installata del paese. Le previsioni indicano che Bugey 3 resterà fermo fino al 19 luglio, Golfech 2 fino al 22 luglio e Chooz 2 fino al 25 luglio, con possibili adeguamenti in base all’evoluzione delle condizioni meteorologiche. Secondo Meteo-France, l’ondata di caldo dovrebbe continuare almeno fino a metà settimana per poi spostarsi verso est con temperature massime in crescita nelle regioni centro orientali.
Un portavoce di EDF ha dichiarato che non vi sono rischi per la sicurezza nucleare, poiché i reattori possono operare anche con temperature elevate; le restrizioni servono a proteggere la flora e la fauna acquatica. La società ricorda inoltre che, dal 2000, le perdite di produzione dovute a temperature dell’acqua troppo alte o a portate fluviali ridotte hanno inciso in media solo per lo 0,3% sulla generazione annua.
In ogni caso, EDF ha sviluppato un piano per affrontare questo tipo di emergenze che copre le attività nucleare e idroelettriche con un investimento stimato di 8,7 miliardi di euro nei prossimi 15 anni. Tra le misure previste figura il raffreddamento dell’acqua scaricata dalle torri di raffreddamento prima del rilascio nell’ambiente, una soluzione già operativa presso la centrale di Civaux.






